Dal 1984, il Servizio Rifugiati e Migranti della FCEI (Federazione delle chiese evangeliche in Italia) con sede a Roma, sta lavorando per fare fronte ai problemi che si pongono alla società italiana con l’arrivo e la permanenza di gruppi numerosi di stranieri, ma anche per sensibilizzare le chiese all’arricchimento spirituale e culturale che può nascere da un incontro con uomini e donne che provengono da altre culture. In questi anni, il Servizio Rifugiati e Migranti non ha fatto solo un enorme lavoro di informazione, ma ha anche cercato di influenzare la politica e le legislazioni che riguardano l’immigrazione e i diritti umani.
Nell’intento di aiutare le nostre chiese nell’affrontare l’arrivo, soprattutto nelle città grandi, di interi gruppi etnici di evangelici stranieri, è nato il gruppo di lavoro “Essere Chiesa Insieme (ECI)” che propone incontri per fare una riflessione teologica sulla spiritualità e le usanze liturgiche dei nuovi arrivati, che è in contatto con le varie comunità con presenze significative di stranieri, che raccoglie informazioni sulle varie iniziative nelle singole comunità per affrontare i cambiamenti recenti all’interno delle stesse. Il coordinatore nazionale del gruppo Essere Chiesa Insieme della Federazione è in questo momento il pastore Sergio Ribet.
Il gruppo ECI di Bologna
Nella situazione specifica di Bologna, la nostra comunità si sta confrontando soprattutto con il fatto dell’arrivo numericamente importante di persone forestiere: studenti evangelici di diverse confessioni, italiani e stranieri; cattolici che si avvicinano al protestantesimo; persone in cerca di lavoro da paesi europei e da tutto il mondo.
Finché si tratta di poche persone nuove da inserire in un gruppo già esistente, normalmente è un percorso vissuto dalle due parti senza grossi problemi. Quando si tratta invece dell’inserimento di gruppi più numerosi, il peso delle differenze di cultura, lingua, spiritualità, status sociale, si fa sentire molto di più. Diventa indispensabile avere una conoscenza reciproca per capirsi, per trovare il modo di agire più utile perché chi arriva si senta accolto e accettato, e per aiutare i componenti del gruppo preesistente a sviluppare la capacità a un vero incontro (nel senso di andare incontro all’altro), al dialogo, a spiegare se stesso, a trovare compromessi necessari per una convivenza accettabile, per essere, insieme, una chiesa.
Le persone della nostra comunità che si occupano di servizi offerti soprattutto agli stranieri, hanno sentito la necessità di riflettere più a fondo su tutto questo. Mettendo tutte le varie iniziative e attività che vanno in questa direzione sotto il nome Essere Chiesa Insieme si vorrebbe dare più visibilità a quello che si sta facendo da tempo, a quello che si fa da poco, alle nuove proposte. Un compito di questo gruppo è tenere i contatti non solo con la Federazione delle Chiese, ma anche con gruppi e associazioni che lavorano con i migranti nel nostro teritorio.
Porta aperta del martedì (ore 16.30-18.00 salone del seminterrato)
Dopo l’azione dell’anno scorso, di solidarietà indimenticabile verso gli stranieri in fila per tre giorni e notti davanti alle poste, che aveva coinvolto numerose persone della nostra chiesa, finalmente vediamo arrivare qualche risultato: stiamo aiutando nell’iter burocratico le prime persone straniere che avevano fatto allora la domanda per il permesso di lavoro e quindi di soggiorno. Oltre ad assistere i nostri fratelli stranieri nel disbrigo delle innumerevoli pratiche burocratiche relative ai permessi/carte di soggiorno, è anche un’occasione d’incontrarci per conoscere i nuovi arrivati e cercare di capire come poter risolvere i loro vari problemi.
Il gruppo africani
Il gruppo è cresciuto numericamente ed un grande sforzo viene fatto dai nostri fratelli e sorelle africani che sono con noi da parecchio tempo e che cercano di fare da “ponte” tra i loro connazionali e la comunità locale. Da un lato cercano di trovare spazi per le esigenze di tipo linguistico, dall’altro lato cercano di far capire quanto è importante approfittare della disponibilità della chiesa metodista locale per una integrazione e partecipazione attiva nella vita della comunità e della società che ci circonda. Si sono sviluppate attività di vario tipo:
- incontri in lingua inglese dopo il culto domenicale con riassunto del sermone;
- studio biblico in lingua inglese (sabato 18.30 – 20.30 nei locali della chiesa);
- culto in lingua inglese l’ultima domenica di ogni mese alle 14.30;
- una volta al mese incontro serale di solidarietà per porgere aiuto ai più bisognosi che necessitano anche di beni di prima necessità;
- meditazione con agape fraterna la sera dell’ultimo giorno dell’anno.
Accoglienza di altre chiese e gruppi etnici
Alcune chiese usufruiscono dell’ospitalità nei nostri locali: la comunità Luterana dell’Emilia Romagna (pastore Moeslein) e la chiesa Avventista (pastore Evangelisti). Nel mese di marzo, la chiesa Avventista si è trasferita nei suoi nuovi locali. Le comunità evangeliche etniche ospitate sono: la comunità filippina (responsabile: Evelyn Ladot), la comunità ucraina (resp. Ihor Medvid) e la comunità coreana (pastore Cheun).
Incontri culturali e conviviali
Occasioni gioiose ormai tradizione nella nostra comunità, sono senz’altro le agapi multietniche, le feste ed i concerti.